Facciamo Ripartire il Cuore ONLUS per la diffusione della Cardioprotezione Lorenzo Marcucci - Youtube

donazione defibrillatore Liceo Carducci FerraraDal “Carducci” di Ferrara, una richiesta forte di studenti e docenti per l’insegnamento della rianimazione cardiopolmonare e la diffusione dei defibrillatori

La donazione, da parte del Comitato “Facciamo Ripartire il Cuore ONLUS Lorenzo Marcucci”, di un defibrillatore semiautomatico al Liceo “Carducci” di Ferrara, ha riproposto con forza la richiesta di introdurre nei programmi didattici di tutti gli Istituti Superiori d’Italia l’insegnamento delle manovre di rianimazione cardiopolmonare e la diffusione dei defibrillatori semiautomantici (DAE) in tutti i luoghi ad alta frequentazione, scuole comprese.  

All’incontro di sabato scorso hanno partecipato, oltre a un centinaio di studenti e ai docenti: Annalisa Felletti, assessore comunale alla Pubblica Istruzione; Daniela Camerini, mamma di Massimiliano Taddia, giovane ingegnere dell’azienda ferrarese Coperion recentemente deceduto per arresto cardiaco improvviso; una rappresentanza dei lavoratori della Coperion (che hanno generosamente contribuito alla donazione) guidata da Francesca Perrone; Rossella Lorenzotti, presidente del Comitato “Facciamo Ripartire il cuore ONLUS Lorenzo Marcucci”, mamma di Lorenzo Marcucci, studente che pure ci ha lasciato in seguito ad un arresto cardiaco improvviso, e Licia Piva, preside del “Carducci”.

Il vicepresidente del Comitato “Facciamo Ripartire il Cuore ONLUS Lorenzo Marcucci”, Giorgio Lo Surdo, ha spiegato l’arresto cardiaco improvviso, la rianimazione cardiopolmonare, l’uso del DAE, la disostruzione delle vie respiratorie, riscontrando la grande attenzione dell’uditorio, confermata da tante domande di chiarimenti e approfondimenti.

Giacciono in Parlamento, già dalla precedente legislatura, alcune proposte di legge per istituire l’insegnamento di queste materie in tutte le scuole superiori italiane: non sono andate avanti, né se ne parla nel progetto di “Buona Scuola” del Governo. Inoltre è di pochi giorni fa una proposta di modifica delle norme sull’abilitazione all’uso dei DAE che intende favorire la tempestività del primo soccorso d’emergenza “laico” (cioè prestato da non medici o infermieri) sollevando da responsabilità anche chi intervenga senza essere in possesso del previsto titolo abilitativo.

Su questi aspetti della normativa, la presidente del Comitato, Rossella Lorenzotti, ha dichiarato: “Siamo del tutto favorevoli, bisogna decisamente dare impulso alla solidarietà popolare, supportandola con una preparazione di base che deve raggiungere tutti attraverso la scuola”. E ha poi aggiunto:”In più occasioni abbiamo riscontrato diffidenza verso le nostre donazioni perché i destinatari temono problemi burocratici e giudiziari. Così, preferiscono non fare nulla piuttosto che esporsi a possibili contestazioni”.

La presidente Lorenzotti ha concluso: ”Il successo dell’incontro di Ferrara è una ulteriore conferma del desiderio dei nostri ragazzi di partecipare alla crescita civile del Paese. Solleciteremo nuovamente il Governo e il Parlamento, unendoci ai tanti appelli che vengono da cardiologi, addetti al primo soccorso 118, docenti e associazioni”.  

Roma, 2 marzo 2015